VOLI CANCELLATI PER IL CORONAVIRUS

CANCELLAZIONE DEI VOLI CAUSA COVID-19. LO STATO DELL’ARTE

A causa del coronavirus (Covid-19) sono stati cancellati da marzo 2020 il 93% dei voli aerei del pianeta.

I viaggiatori ora giustamente si chiedono:

  • devo per forza accettare il voucher?
  • ho diritto al rimborso?
  • posso anche chiedere un risarcimento del danno?

Ebbene, fino al 30 aprile 2020 sembrava di si, perché nonostante il testo “fumoso” dell’art. 28 del DL Cura Italia, si era giunti alla conclusione (coerente con la normativa europea del Regolamento CE 261/2004), che il passeggero avesse la possibilità di scegliere tra rimborso e voucher.

Il 30 aprile 2020, tuttavia, il DL Cura Italia è stato convertito in Legge e con il nuovo art. 88 bis della L. 27/2020 si è stabilito che:

  • il vettore aereo può dare al passeggero un voucher al posto del rimborso;
  • il passeggero non può far nulla per pretendere il rimborso, ma deve accettare un voucher da poter usare entro 1 anno;
  • la regola si applica a tutti i voli aerei cancellati dall’11 marzo 2020 al 30 settembre 2020.

La norma pare in aperto contrasto con il regolamento CE 261/2004, che pone in Europa regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato.

Tanto che la Commissione europea ha inviato al Governo italiano una lettera per chiedere di cambiare la legge e garantire al passeggero la possibilità di scegliere il rimborso in denaro. Il Governo italiano avrebbe dovuto rispondere entro il 28 maggio 2020 ed ora rischia un procedimento di infrazione da parte dell’Unione europea, per il mancato rispetto del Regolamento CE.

La stessa raccomandazione è giunta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che ha anche precisato che affinché i voucher possano essere considerati una valida e affidabile alternativa al rimborso in denaro, essi dovrebbero presentare alcune caratteristiche, tra le quali una copertura assicurativa per il possibile fallimento del tour operator o del vettore e il diritto al rimborso in denaro se alla scadenza del voucher il consumatore non avrà usufruito dello stesso (si veda sul tema il seguente articolo: voli cancellati, multe per chi assegna i voucher).

Vedremo se e quando il Governo tornerà ad adottare una normativa coerente rispetto a quella europea e garantista rispetto ai diritti dei passeggeri.

Resta il fatto che, ora come ora, l’art. 88bis è in contrasto con la normativa europea, che è fonte di diritto primario e prevalente rispetto alla norma nazionale con essa in contrasto. Pertanto, se – come sembra – l’Italia nulla farà per ristabilire le piene e dovute tutele dei passeggeri, allora questi potranno rivolgersi all’autorità giudiziaria, che rilevato il contrasto con il diritto europeo potrà e dovrà disapplicare la norma italiana in favore proprio di quella europea.

Di seguito, quindi, si ripropongono e si mantengono le poche righe già scritte e relative ai diritti dei passeggeri che non vogliono accettare il voucher e vogliono, invece, chiedere il rimborso del proprio biglietto e, eventualmente, il risarcimento per il danno subito.

 

CANCELLAZIONE VOLO AEREO E DIRITTI DEI PASSEGGERI

Il coronavirus sta causando centinaia o, anzi, migliaia di cancellazioni di voli interni od internazionali. Le compagnie aeree ora faticano a rispondere. I servizi clienti sono intasati e quando rispondono si limitano di solito ad offrire solo il cambio gratuito del biglietto.

Tuttavia, dovete sapere che potreste avere diritto a qualcosa di più:

  • al rimborso totale del biglietto;
  • anche alla compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro per volo cancellato, prevista dal Regolamento CE n. 261/2004;
  • anche, ma solo in particolari casi, al risarcimento del danno fino a € 6.100 circa per la Convenzione di Montreal.

Vediamo come e in quali casi.

 

RIMBORSO DEL BIGLIETTO

Il passeggero può avere diritto di scegliere (in forza del Regolamento CE 261/2004) tra rimborso e voucher nelle seguenti ipotesi:

  • quando il passeggero ha dovuto rinunciare al volo (anche se non cancellato) a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria (si veda bene che se tali restrizioni non c’erano e il passeggero ha voluto rinunciare per motivi personali e precauzionali allora avrà diritto solo al rimborso delle tasse governative, pari circa al 30% del costo del biglietto);
  • quando il volo è stato cancellato dalla compagnia aerea a causa del coronavirus, ad esempio perché l’aeroporto è chiuso o perché lo Stato Estero di destinazione non consente o non consentiva lo sbarco, o anche perché per le disposizioni emergenziali era necessario ridurre i posti sui voli per rispettare il distanziamento fisico. 

Per vedere quali sono gli Stati Esteri che vietano i voli da e per l’Italia si visiti il sito di Viaggiare Sicuri (http://www.viaggiaresicuri.it/).

Questi indicati sono gli unici “motivi eccezionali” che consentono alla compagnia area che ha cancellato il volo di non dover risarcire il danno subito dal passeggero, limitandosi a rimborsare il costo del biglietto o a fornire, se accettato, il voucher.  Infatti, l’Ente Nazionale per l’Aviazione civile (ENAC), in un proprio comunicato ha confermato che i passeggeri che hanno acquistato un volo aereo in partenza da un aeroporto rimasto aperto o per uno Stato estero che non vieta i voli dall’Italia, hanno il diritto di volare.

 

COMPENSAZIONE PECUNIARIA IN CASO DI VOLO CANCELLATO PER IL CORONAVIRUS

Può darsi però il caso in cui a disporre la cancellazione del volo a causa dell’emergenza coronavirus sia direttamente la compagnia aerea, senza esserne tuttavia legalmente obbligata.

Si tratta dei voli che, ad esempio, sono programmati in Italia per il periodo successivo al 3 maggio 2020. In questi casi, il volo potrebbe partire senza problemi (salva l’ipotesi in cui a vietare lo sbarco sia lo Stato Estero di destinazione), ma la compagnia per ragioni commerciali od economiche decide di non volare.

In tale ipotesi occorre distinguere:

  • se la compagnia ha dato un preavviso di cancellazione del volo superiore a quattordici giorni (calcolati dalla data di partenza), allora è possibile ottenere, a scelta del passeggero, solo il rimborso del volo o un volo sostitutivo gratuito;
  • se invece il preavviso è inferiore a quattordici giorni, allora si può chiedere anche la c.d. compensazione pecuniaria.

La compensazione si aggiunge quindi al rimborso. Si tratta di una somma di denaro che va da € 250 € 600 a seconda della lunghezza del volo. L’art. 7 del Regolamento CE 261/2004, in particolare, permette di ricevere:

  1. € 250 per tutte le tratte aeree inferiori o pari a 1500 chilometri;
  2. € 400 per tutte le tratte aeree intracomunitarie superiori a 1500 chilometri e per tutte le altre tratte comprese tra 1500 e 3500 chilometri;
  3. € 600 per le tratte aeree che non rientrano nelle lettere a) o b).

 

CONCLUSIONI

Riassumendo, occorre distinguere:

  • se non puoi volare perché sei soggetto ad una forma di restrizione, ma il volo non è cancellato, puoi comunque ottenere il rimborso del biglietto o il cambio volo gratuito;
  • se il volo è cancellato perché parte da o vola verso zone in cui è vietato lo sbarco, allora non c’è alcuna colpa della compagnia aerea e puoi ottenere, a tua scelta, il rimborso del biglietto o il cambio volo gratuito;
  • se il volo, che potenzialmente poteva partire, è tuttavia stato cancellato dalla compagnia, ma con un preavviso superiore a due settimane, hai diritto solo al rimborso totale del biglietto o, a tua scelta, al cambio volo gratuito;
  • se invece il volo è stato cancellato con un preavviso inferiore a due settimane, hai diritto al rimborso totale del biglietto (o a tua scelta al cambio volo) e in più la compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro (oltre eventualmente a un risarcimento danni fino a 6.100 euro da valutare caso per caso in applicazione della Convenzione di Montreal).

In ogni caso, il primo ed imprescindibile passo è l’invio della richiesta di rimborso alla Compagnia aerea, a mezzo raccomandata a PEC. Se ritieni di aver subito un danno, non esitare quindi a contattare lo studio legale, che potrà aiutarti ad ottenere il giusto risarcimento.