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	<title>iure sanguinis Archivi - Studio Legale Avvocato Vallini Vaccari</title>
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		<title>Sentenza Corte Costituzionale 2025 e cittadinanza italiana iure sanguinis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[nicolò vallini vaccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 14:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa doveva decidere la Corte Costituzionale La sentenza n. 142 del 31 luglio 2025 della Corte Costituzionale rappresenta un momento cruciale per la disciplina della cittadinanza italiana. La Consulta si è pronunciata sulle questioni di ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiovallinivaccari.it/sentenza-corte-costituzionale-2025-cittadinanza-iure-sanguinis/">Sentenza Corte Costituzionale 2025 e cittadinanza italiana iure sanguinis</a> proviene da <a href="https://www.studiovallinivaccari.it">Studio Legale Avvocato Vallini Vaccari</a>.</p>
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<h3><strong>Cosa doveva decidere la <span style="color: #109ea3;">Corte Costituzionale</span></strong></h3>
<p>La <strong>sentenza n. 142 del 31 luglio 2025</strong> della Corte Costituzionale rappresenta un momento cruciale per la disciplina della <strong>cittadinanza italiana</strong>. La Consulta si è pronunciata sulle questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali in materia di cittadinanza<em> iure sanguinis</em>, con riferimento alla legge n. 91 del 5 febbraio 1992 e alla normativa precedente alla riforma del 2025.</p>
<p>Ancor prima della nota riforma che ha introdotto il limite delle due generazioni, infatti, alcuni Tribunali avevano contestato la normativa per violazioni degli articoli 1, 3 e 117 della Costituzione, soprattutto sotto il profilo della <strong>ragionevolezza e proporzionalità</strong>. Inoltre avevano segnalato una disparità di trattamento tra cittadini italiani residenti e italo-discendenti nati all’estero.</p>
<p>In particolare, evidenziavano come la disciplina italiana non avesse mai posto limiti alla trasmissione della cittadinanza <em>iure sanguinis</em>, generando situazioni di potenziale indefinitezza e un collegamento spesso assente con la realtà nazionale.</p>
<h3><strong>Il contesto <span style="color: #109ea3;">storico e sociale</span></strong></h3>
<p>L’Italia, tra la fine del XIX secolo e il XX secolo, ha conosciuto una massiccia emigrazione: circa 27 milioni di cittadini italiani tra il 1870 e il 1970 lasciarono il Paese, e metà di loro non vi fece più ritorno. I loro discendenti potrebbero oggi superare numericamente i cittadini residenti, creando una situazione unica rispetto ad altri Stati europei. L’attrattività della cittadinanza italiana, connessa anche alla cittadinanza europea e alla possibilità di evitare il visto per gli USA, ha accentuato le richieste di riconoscimento da parte degli italo-discendenti.</p>
<p>I consolati all’estero, spesso in stallo, hanno dovuto fronteggiare un afflusso incontrollato di domande, con conseguente aumento delle controversie davanti ai tribunali italiani. I Tribunali hanno quindi rilevato come la disciplina ante-2025 potesse attribuire la cittadinanza a milioni di persone prive di un <strong>“genuine link”</strong> con l’Italia, alterando il legame tra popolo e sovranità previsto dall’articolo 1 della Costituzione.</p>
<h3><strong>L’intervento legislativo del <span style="color: #109ea3;"><span style="color: #000000;">marzo 2025:</span> il limite a due generazioni</span></strong></h3>
<p>Di fronte a questa situazione, come noto, il legislatore è intervenuto con il <strong>d.l. n. 36 del 28 marzo 2025</strong>, convertito nella <strong>legge n. 74 del 23 maggio 2025</strong>, introducendo l’<strong>art. 3-bis</strong> nella legge n. 91/1992. La nuova norma limita l’acquisizione automatica della cittadinanza iure sanguinis per i nati all’estero già in possesso di altra cittadinanza, introducendo condizioni specifiche legate al vincolo di filiazione o alla residenza in Italia del genitore.</p>
<p>In particolare, secondo le nuova legge entrata in vigore il 27 marzo 2025, <strong>per le domande presentate da quel momento in avanti è necessario che almeno i genitori od i nonni abbiano esclusivamente la cittadinanza italiana</strong>. E' stato quindi introdotto un limite generazionale a due generazioni, sicché <strong>a partire dall'entrata in vigore della legge, il 27 marzo 2025, solo chi ha al massimo i nonni italiani può chiedere la cittadinanza</strong>.</p>
<p>Tali misure mirano a introdurre un criterio di <strong>legame effettivo</strong> con la comunità nazionale.</p>
<p>Come si vedrà, però, la nuova legge, forse promulgata in modo frettoloso, pare parzialmente contraria alla Costituzione.</p>
<p>Ma andiamo con ordine.</p>
<h3><strong><span style="color: #109ea3;">Motivazioni e finalità</span> della riforma di marzo 2025</strong></h3>
<p>Il legislatore ha giustificato l’intervento di marzo 2025 con la necessità di bilanciare i valori costituzionali con la realtà sociale: il <strong>popolo sovrano</strong> non può essere un’entità indefinita, e l’attribuzione illimitata della cittadinanza a discendenti nati all’estero rischia di generare disparità con chi vive e partecipa attivamente alla società italiana.</p>
<p>In altre parole, la nuova disciplina vuole regolamentare in maniera ragionevole l’accesso alla cittadinanza iure sanguinis, eliminandola per quelle persone ch, ormai, non hanno alcun reale legame con l'Italia.</p>
<h3><strong>Indicazioni dalla <span style="color: #109ea3;">sentenza n. 142/2025</span></strong></h3>
<p>Come si è detto, la sentenza n. 142/2025 si pronuncia sulla normativa <strong>precedente </strong>rispetto alla riforma del 2025 e non sulla nuova legge.</p>
<p>Tuttavia, è importante sottolineare che la decisione della Consulta è giunta dopo la riforma e che, quindi, <strong>la Corte ha avuto modo di anticipare molte importanti questioni relative proprio alla nuova norma di marzo 2025</strong>.</p>
<p>Anzitutto, dalla lettura della sentenza emergono alcune indicazioni chiave su come la Legge può in generale modificare l'accesso alla cittadinanza.</p>
<p>La Corte conferma che la <strong>discrezionalità del legislatore</strong>, quindi il suo diritto di fare le leggi, è ampia, ma resta sempre soggetta al controllo della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia UE. Poi, ricorda che le norme devono sempre rispettare i principi costituzionali ed europei e, in particolare, <strong>i principi di ragionevolezza e proporzionalità</strong>. La sentenza, pare confermare la legittimità dei limiti generazionali, tuttavia anticipa che l'aver imposto il limite a due generazioni in modo indiscriminato e senza prevedere alcuna normativa intertemporale o alcun termine finale entro il quale chiedere la cittadinanza sulla base della vecchia legge è, potenzialmente, irragionevole.</p>
<h3><strong>Prospettive <span style="color: #109ea3;">future</span></strong></h3>
<p>La sentenza n. 142/2025, come si diceva, non ha potuto esprimersi in merito alla nuova legge del 2025 e, soprattutto, riguardo al suo aspetto più rilevante per gli italo-discendenti: la <strong>retroattività dell’art. 3-bis</strong>.</p>
<p>Secondo l’attuale legge, infatti, per tutte le domande presentate dopo il 27 marzo 2025 si applica il limite delle due generazioni. Così facendo, tuttavia, la legge è intervenuta cancellando il diritto di chiedere la cittadinanza di centinaia e migliaia di persone, convinte, sulla base della precedente legge, di poter riacquistare la cittadinanza italiana.</p>
<p>La riforma, invece, ha <strong>cancellato in un solo colpo questo loro diritto</strong>.</p>
<p>Alcuni Giudici, quindi, hanno chiesto alla Corte Costituzionale di valutare se la riforma del 2025 è<strong> parzialmente incostituzionale</strong> per non aver previsto un termine ragionevole entro il quale presentare la domanda di cittadinanza sulla base della legge precedente.</p>
<p>La Corte Costituzionale, quindi, dovrà pronunciarsi proprio sulla possibilità di aggiungere alla legge del 2025 questo termine ultimo per la presentazione delle domande di cittadinanza iure sanguinis.</p>
<p>Servirà però del tempo.</p>
<p>Per fortuna, nel frattempo, la sentenza n. 142/2025 della Corte Costituzionale, pur non potendosi pronunciare sulla questione (posto che era chiamata a valutare la normativa precedente alla riforma del 2025), ha “anticipato” alcuni importantissimi aspetti relativi alla nuova legge ed al limite delle due generazioni.</p>
<h3><strong><span style="color: #109ea3;">Cosa anticipa</span> la sentenza n. 142/2025 della Corte Costituzionale </strong></h3>
<p>La sentenza n. 142/2025 conferma che il legislatore ha il pieno diritto di decidere a quali condizioni concedere la cittadinanza italiana. Di fatto, pare che il limite a due generazioni non verrà cancellato dalla successiva decisione della Consulta.</p>
<p>Tuttavia, la Corte afferma che non è ragionevole imporre nuovi limiti alla cittadinanza senza concedere un termine per presentare le domande sulla base della precedente normativa.</p>
<p>In definitiva, la Consulta sembra orientata a confermare la validità della nuova disciplina, bilanciando principi costituzionali, diritto europeo e esigenze pratiche dell’ordinamento. La soluzione più plausibile appare una <strong>dichiarazione di incostituzionalità parziale</strong>, con introduzione di un termine ragionevole per presentare le domande sulla base della legge precedente la riforma del 2025.</p>
<p>Ciò garantirebbe:</p>
<ul>
<li>di assicurare per il futuro la presenza di un <strong>legame effettivo</strong> tra cittadini e territorio;</li>
<li>di limitare l’attribuzione indefinita della cittadinanza ai discendenti lontani, che è l’obiettivo della nuova legge del 2025;</li>
<li>di tutelare i diritti dei cittadini italo-discendenti già nati;</li>
<li>la possibilità per tutti gli italo-discendenti di avere un termine entro il quale per loro sarà possibile presentare la domanda di cittadinanza sulla base della legge precedente la riforma (quindi senza limiti generazionali!), ben sapendo che se non lo fanno potranno, dopo questo termine finale, chiedere la cittadinanza solo se in possesso dei nuovi requisiti stabiliti dalla riforma del marzo 2025.</li>
</ul>
<h3><strong>Cosa fare <span style="color: #109ea3;">adesso</span>?</strong></h3>
<p>La domanda che tutti gli italo-discendenti si pongono è: <strong>cosa facciamo adesso?</strong></p>
<p>Non c’è una risposta giusta o una sbagliata.</p>
<p>Si può attendere la nuova decisione della Corte Costituzionale, sapendo che ci vorrà del tempo prima che arrivi.</p>
<p>In alternativa, è possibile presentare la <strong>domanda di cittadinanza in via giudiziale</strong>, chiedendo al Giudice di valutare l’incostituzionalità della nuova legge nella parte in cui non ha previsto un termine ultimo entro il quale proporre le domande prima dell’entrata in vigore dei nuovi limiti.</p>
<p>La proposizione della domanda giudiziale, che pure va valutata attentamente, consentirebbe di essere certi, in caso di decisione positiva della Corte Costituzionale, di aver già proposto la domanda e quindi di non incorrere in decadenze. Inoltre, la domanda di cittadinanza verrebbe decisa con priorità rispetto alle altre.</p>
<p>Infatti, se la Consulta dovesse introdurre un termine finale entro cui presentare la domanda, è facilmente presumibile che vi sarebbero migliaia e migliaia di italo-discendenti che avrebbero la necessità di reperire la documentazione, asseverarla, tradurla e presentarla entro un breve lasso di tempo, cosa che potrebbe rendere più difficoltosa e più lenta la procedura di presentazione della domanda di cittadinanza.</p>
<p>Forse, quindi, <strong>conviene agire in anticipo</strong>, cominciando sin d’ora a reperire la documentazione e <strong>presentando già una domanda di cittadinanza iure sanguinis in via giudiziale</strong>, nella consapevolezza che la Consulta probabilmente concederà un termine finale entro cui depositare le domande di cittadinanza sulla base della vecchia legge e quindi senza alcun limite generazionale.</p>
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		<title>La nuova legge del 2025 sulla cittadinanza italiana per discendenza</title>
		<link>https://www.studiovallinivaccari.it/legge-2025-cittadinanza-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[nicolò vallini vaccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 15:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis): come ottenerla con la nuova legge del 2025 La legge entrata in vigore nel 2025 cambia le regole sulla cittadinanza italiana per discendenza. Con l’introduzione di nuove disposizioni normative, ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiovallinivaccari.it/legge-2025-cittadinanza-italiana/">La nuova legge del 2025 sulla cittadinanza italiana per discendenza</a> proviene da <a href="https://www.studiovallinivaccari.it">Studio Legale Avvocato Vallini Vaccari</a>.</p>
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<h3 data-start="283" data-end="374">Cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis): <span style="color: #109ea3;">come ottenerla con la nuova legge del 2025</span></h3>
<p data-start="376" data-end="655">La legge entrata in vigore nel 2025 cambia le regole sulla cittadinanza italiana per discendenza. Con l’introduzione di nuove disposizioni normative, il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza a favore dei nati all’estero o dei discendenti di cittadini italiani cambia in modo significativo. Vediamo quali sono le principali novità e quali sono i casi in cui si può ottenere la cittadinanza italiana per discendenza.</p>
<h3 data-start="376" data-end="655">Cittadinanza per i nati all’estero: <span style="color: #109ea3;">cosa prevede la legge del 2025</span></h3>
<p data-start="719" data-end="975">Secondo l’articolo 1, comma 1 della nuova normativa, <strong data-start="772" data-end="888">i nati all’estero che possiedono un’altra cittadinanza non acquisiscono automaticamente la cittadinanza italiana</strong>. Questa regola si applica anche a chi è nato prima dell’entrata in vigore della norma.</p>
<h3 data-start="977" data-end="993"><span style="color: #109ea3;">Legge del 2025 sulla</span><span style="color: #109ea3;"><span style="color: #000000;"> cittadinanza italiana per discendenza:</span> quando si ottiene</span>?</h3>
<p data-start="995" data-end="1080">La nuova normativa individua i casi in cui si può chiedere ed ottenere la cittadinanza italiana.</p>
<p data-start="995" data-end="1080">Lo scopo della nuova legge, secondo il governo, è quello di connettere la trasmissione automatica della cittadinanza alla sussistenza di un legame effettivo con l’Italia, sia in capo agli ascendenti cittadini sia al discendente al quale è trasmessa la cittadinanza.</p>
</div>
<h4 class="elementor-widget-container"><span style="color: #109ea3;">1)</span> Se lo <strong data-start="1090" data-end="1122">status di cittadino italiano</strong> è stato riconosciuto o è stato fissato un appuntamento per la domanda <strong data-start="1193" data-end="1219">entro il 27 marzo 2025</strong></h4>
<p class="elementor-widget-container">Assume così rilievo, rispetto all’entrata in vigore del presente decreto-legge, non il fatto della nascita prima o dopo di essa bensì l’intervenuta attivazione (domanda di cittadinanza) da parte dell’interessato. In altri termini, per i soggetti che hanno fatto domanda di cittadinanza prima entro il 27 marzo 2025 si applica la disciplina precedente. Questa ipotesi si applica anche a chi abbia ricevuto comunicazione di appuntamento, sempre entro il 27 marzo, per la presentazione della domanda di acquisto della cittadinanza.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</section>
<h4 data-start="1223" data-end="1333"><strong><span style="color: #109ea3;">2) </span>Se lo status di cittadino è stato accertato da un giudice con domanda presentata entro la stessa data</strong></h4>
<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1b67085 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-particle_enable="false" data-particle-mobile-disabled="false" data-id="1b67085" data-element_type="section" data-settings="{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}">
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<p data-start="1336" data-end="1410">Ugualmente, se la domanda di cittadinanza è stata presentata per via giudiziaria entro il 27 marzo 2025, si applicherà la disciplina previgente, senza limiti di generazioni.</p>
<p class="elementor-widget-container">
<h4 data-start="1336" data-end="1410"><strong><span style="color: #109ea3;">3) </span>Se un genitore o un nonno possedeva solo la cittadinanza italiana</strong></h4>
</p>
<p>Dopo le modifiche al decreto legge, il requisito per ottenere la cittadinanza italiana per discendenza con la nuova legge del 2025 non è più che genitori o nonni fossero nati in Italia, ma solo il possesso da parte loro  della cittadinanza italiana. Dunque genitori o nonni debbono possedere (o dovevano possedere al momento della morte, avendosi qui riguardo al caso di loro premorienza rispetto alla nascita del figlio o nipote) la cittadinanza italiana. La disposizione aggiunge: “esclusivamente” la cittadinanza italiana, quindi va accertato che gli ascendenti non fossero in possesso di altra cittadinanza.</p>
<div class="elementor-widget-container">
<h4><span style="color: #109ea3;">4)</span> Residenza del genitore in Italia <strong data-start="1465" data-end="1522">per almeno due anni</strong> dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana e <strong data-start="1569" data-end="1614">prima della nascita o adozione del figlio</strong></h4>
<p>Si tratta del caso di uno dei genitori o degli adottanti il quale sia stato residente in Italia per almeno due anni continuativi prima della data di nascita o di adozione del figlio.</p>
</div>
<h3 class="elementor-widget-container">Acquisto della cittadinanza da parte di <span style="color: #109ea3;">minori</span></h3>
<div class="elementor-widget-container">
<p data-start="1668" data-end="1844">Con i commi 1-bis e 1-ter, viene introdotto un nuovo meccanismo: il <strong data-start="1736" data-end="1760">"beneficio di legge"</strong> per i <strong data-start="1767" data-end="1797">minori stranieri o apolidi</strong> discendenti da cittadini italiani per nascita.</p>
<p data-start="1846" data-end="1906">In pratica, il minore potrà diventare cittadino italiano se:</p>
<ul data-start="1908" data-end="2235">
<li data-start="1908" data-end="1986">
<p data-start="1910" data-end="1986">I genitori o il tutore dichiarano la volontà di acquisto della cittadinanza;</p>
</li>
<li data-start="1987" data-end="2094">
<p data-start="1989" data-end="2094">Il minore risiede legalmente e continuativamente in Italia <strong data-start="2048" data-end="2071">per almeno due anni</strong> dopo la dichiarazione;</p>
</li>
<li data-start="2095" data-end="2235">
<p data-start="2097" data-end="2235">Oppure, la dichiarazione è presentata <strong data-start="2135" data-end="2166">entro un anno dalla nascita</strong> o dal <strong data-start="2173" data-end="2200">riconoscimento/adozione</strong> da parte di un cittadino italiano.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2237" data-end="2380">Al raggiungimento della maggiore età, il minore potrà <strong data-start="2291" data-end="2332">rinunciare alla cittadinanza italiana</strong>, se in possesso anche di un’altra cittadinanza.</p>
<p data-start="2421" data-end="2674">Secondo il comma 1-quater, anche <strong data-start="2454" data-end="2505">il figlio minore di un nuovo cittadino italiano</strong> può acquisire la cittadinanza, <strong data-start="2537" data-end="2588">ma solo se risiede in Italia da almeno due anni</strong> alla data di acquisto da parte del genitore (o dalla nascita se ha meno di due anni).</p>
<h3 data-start="2676" data-end="2720"><span style="color: #109ea3;">Prove ammesse</span> nei procedimenti giudiziari</h3>
<p data-start="2722" data-end="3038">L’articolo 1, comma 2, stabilisce che <strong data-start="2760" data-end="2812">non sono ammessi giuramento e prova testimoniale</strong> nei procedimenti per l’accertamento della cittadinanza italiana, <strong data-start="2878" data-end="2915">salvo quanto previsto dalla legge</strong>. Inoltre, <strong data-start="2926" data-end="2987">spetta al richiedente provare l’assenza di cause ostative</strong> all’acquisto o al mantenimento della cittadinanza.</p>
<h3 data-start="3040" data-end="3090"><span style="color: #109ea3;">Grande novità</span>: ingresso per lavoro dei discendenti di italiani</h3>
<p data-start="3092" data-end="3418">Lo <strong data-start="3095" data-end="3129">straniero residente all’estero</strong>, discendente di cittadini italiani e proveniente da <strong data-start="3182" data-end="3223">Paesi di storica emigrazione italiana</strong>, potrà <strong data-start="3231" data-end="3289">entrare e soggiornare in Italia per lavoro subordinato</strong> anche <strong data-start="3296" data-end="3336">fuori dalle quote del decreto flussi</strong>. Un decreto interministeriale individuerà gli Stati interessati da questa misura.</p>
<h3 data-start="3420" data-end="3466">Concessione della cittadinanza <span style="color: #109ea3;">semplificata</span></h3>
<p data-start="3468" data-end="3706">Importante novità anche per la <strong data-start="3499" data-end="3533">concessione della cittadinanza</strong> ai discendenti di italiani: <strong data-start="3562" data-end="3585">basteranno due anni</strong> di residenza legale in Italia (anziché tre), se il richiedente ha un genitore o un nonno cittadino italiano per nascita.</p>
<h3 data-start="3708" data-end="3757">Cittadinanza per <span style="color: #109ea3;">ex cittadini</span></h3>
<p data-start="3759" data-end="3979">Infine, chi ha perso la cittadinanza italiana secondo la legge n. 555/1912 e ha <strong data-start="3839" data-end="3869">vissuto o è nato in Italia</strong>, potrà <strong data-start="3877" data-end="3916">riacquistarla con una dichiarazione</strong> da presentare tra il <strong data-start="3938" data-end="3978">1° luglio 2025 e il 31 dicembre 2027</strong>.</p>
<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix">
<h3 data-start="8370" data-end="9008">Contatta lo <span style="color: #109ea3;">Studio Legale Vallini Vaccari</span></h3>
<p data-start="8370" data-end="9008">Per ogni esigenza e per un preventivo non esitare a contattare gli esperti dello Studio Legale Vallini Vaccari:</p>
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</section>
<div class="main-text">
<p style="text-align: center;"><a href="https://wa.me/+393517556127"><strong>via <span style="color: #38ada9;"><em>whatsapp</em></span></strong></a></p>
<p><a href="https://wa.me/+393517556127"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3435 size-thumbnail" src="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2021/04/logo-wpp-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2021/04/logo-wpp-150x150.png 150w, https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2021/04/logo-wpp.png 200w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.studiovallinivaccari.it/contatti/"><strong>via <span style="color: #38ada9;"><em>e-mail</em></span></strong></a></p>
<p><a href="https://www.studiovallinivaccari.it/contatti/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3596 size-thumbnail" src="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2022/02/email-icona-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2022/02/email-icona-150x150.jpeg 150w, https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2022/02/email-icona-300x300.jpeg 300w, https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2022/02/email-icona.jpeg 336w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
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<p>&nbsp;</p>
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<h3><strong>Potrebbe <span style="color: #109ea3;">interessarti</span></strong></h3>

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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuova cittadinanza iure sanguinis 2025: limite a due generazioni</title>
		<link>https://www.studiovallinivaccari.it/nuova-cittadinanza-iure-sanguinis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[nicolò vallini vaccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 12:47:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[36 del 2025]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[decreto legge]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[iure sanguinis]]></category>
		<category><![CDATA[limite]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Decreto legge 36 del 2025: la nuova cittadinanza iure sanguinis ed il limite a due generazioni Il presente articolo segue quello precedente pubblicato nelle ore successive all'emanazione del decreto legge n. 36 del 2025, di ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiovallinivaccari.it/nuova-cittadinanza-iure-sanguinis/">Nuova cittadinanza iure sanguinis 2025: limite a due generazioni</a> proviene da <a href="https://www.studiovallinivaccari.it">Studio Legale Avvocato Vallini Vaccari</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-4341"  class="panel-layout" ><div id="pg-4341-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4341-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-4341-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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<h3 data-pm-slice="1 1 []">Decreto legge 36 del 2025: <span style="color: #109ea3;">la nuova cittadinanza iure sanguinis ed il limite a due generazioni</span></h3>
<p>Il presente articolo segue quello precedente pubblicato nelle ore successive all'emanazione del decreto legge n. 36 del 2025, di riforma della normativa sulla nuova cittadinanza italiana iure sanguinis (per leggere l'articolo <a href="https://www.studiovallinivaccari.it/riforma-cittadinanza-limite-generazioni/">clicca qui</a>), che ha introdotto in particolare il limite a due generazioni per poter chiedere la cittadinanza italiana.</p>
<p>Il Governo italiano ha introdotto una riforma significativa in materia di cittadinanza con il decreto legge di marzo 2025. Il nuovo decreto legge 28 marzo 2025 n. 36 ridefinisce il principio dello <em>ius sanguinis</em>, regolando in modo più stringente l’accesso alla cittadinanza italiana per gli italo-discendenti residenti all’estero. L’obiettivo principale è contrastare abusi e garantire un legame effettivo con lo Stato italiano.</p>
</div>
<h3>La nuova Cittadinanza Iure Sanguinis: <span style="color: #109ea3;">Cosa Cambia?</span></h3>
<p>La riforma non elimina il principio dello <em>ius sanguinis</em>, ma introduce limitazioni generazionali. D’ora in avanti, solo i discendenti entro la seconda generazione potranno ottenere automaticamente la cittadinanza italiana. Questo significa che <strong>almeno un genitore o un nonno deve essere nato in Italia</strong> per garantire il diritto alla cittadinanza.</p>
<p>Inoltre, un aspetto innovativo della riforma è l’introduzione dell’obbligo di mantenere un legame attivo con il Paese. Sebbene questa norma <strong>non</strong> sia immediatamente in vigore, prevede che i cittadini nati e residenti all’estero debbano esercitare almeno un diritto o un dovere civico ogni venticinque anni per mantenere la cittadinanza.</p>
<h3>Requisiti per la Cittadinanza secondo il <span style="color: #109ea3;">Decreto Legge 28 Marzo 2025 n. 36</span></h3>
<p>Dal 28 marzo 2025, le nuove richieste di cittadinanza non saranno accolte per coloro che sono nati all’estero e in possesso di un’altra cittadinanza, salvo che ricorra una delle seguenti condizioni:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Un genitore o adottante cittadino italiano è nato in Italia.</li>
<li>Un genitore o adottante cittadino italiano ha risieduto in Italia per almeno due anni continuativi prima della nascita o dell’adozione.</li>
<li>Un ascendente di primo grado (nonno) è nato in Italia.</li>
</ul>
<h3>Disegno di Legge e <span style="color: #109ea3;">Prossime Modifiche</span></h3>
<p>Oltre al decreto legge già in vigore, un disegno di legge prevede ulteriori modifiche:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Il figlio minorenne di cittadini italiani potrà ottenere la cittadinanza se nasce in Italia o se vi risiede per almeno due anni, previa dichiarazione dei genitori.</li>
<li>Chi ha perso la cittadinanza potrà riacquistarla solo dopo due anni di residenza in Italia.</li>
<li>Coloro con almeno un nonno cittadino italiano potranno ottenere la cittadinanza dopo tre anni di residenza in Italia.</li>
<li>I coniugi di cittadini italiani potranno accedere alla naturalizzazione solo se residenti in Italia.</li>
</ul>
<h3>L’Obbligo di <span style="color: #109ea3;">Mantenere un Legame con l’Italia</span></h3>
<p>La riforma introduce il requisito dell’esercizio di un diritto o dovere civico ogni 25 anni per mantenere la cittadinanza. Esempi validi includono:</p>
<ul data-spread="false">
<li>Il diritto di voto.</li>
<li>Il rinnovo del passaporto.</li>
<li>L’aggiornamento della carta d’identità.</li>
<li>La regolarità fiscale e anagrafica.</li>
</ul>
<p>Questa misura mira a garantire un legame effettivo e duraturo con l’Italia, evitando il riconoscimento della cittadinanza a persone prive di una reale connessione con il Paese.</p>
<h3><span style="color: #109ea3;">Centralizzazione delle Procedure</span> presso la Farnesina</h3>
<p>Un’altra novità della riforma riguarda la gestione delle richieste di cittadinanza. Le competenze verranno accentrate in un ufficio speciale presso la Farnesina, anziché essere distribuite tra numerosi consolati. Questo cambiamento dovrebbe velocizzare le procedure e migliorare i servizi consolari.</p>
<h3>Ricorsi e domande <span style="color: #109ea3;">già presentate </span></h3>
<p>La riforma prevede espressamente che i ricorsi giudiziari e le domande di cittadinanza già presentate alla data di entrata in vigore della nuova norma (29 marzo 2025), verranno valutati facendo applicazione della normativa precedente. Per queste, quindi, non ci saranno limiti generazionali.</p>
<h3>Figli <span style="color: #109ea3;">minorenni</span></h3>
<p>Come si è visto, pare che in futuro un disegno di legge andrà a ridurre le ipotesi in cui il figlio minorenne possa diventare in automatico cittadino italiano. Non è ancora chiaro quale sarà il contenuto di questa legge e nemmeno se mai vi sarà. Ora come ora, si applica l'art. 14 della legge n. 91/92, che stabilisce che <em>“i</em><i> figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana, se convivono con esso, acquistano la cittadinanza italiana, ma, divenuti maggiorenni, possono rinunciarvi, se in possesso di altra cittadinanza”.</i></p>
<h3>Decreto Legge: <span style="color: #109ea3;">cosa significa?</span></h3>
<p>La riforma è stata introdotta con un decreto legge e non con una legge ordinaria.</p>
<p>Un decreto legge è un atto normativo con forza di legge adottato dal governo in casi di necessità e urgenza. Questo strumento consente di introdurre <strong>immediatamente</strong> nuove disposizioni senza dover passare per l'iter parlamentare ordinario. Tuttavia, per diventare definitivo, un decreto legge <strong>deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla sua pubblicazione</strong>. In caso contrario, perde efficacia retroattivamente.</p>
<p>Il decreto legge entra in vigore subito dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e può subire modifiche durante il processo di conversione in legge da parte delle Camere. Questo strumento è spesso utilizzato per rispondere rapidamente a emergenze legislative, come nel caso della riforma qui descritta.</p>
</div>
</section>
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<h3><strong style="color: #109ea3;">Contatta <span style="color: #000000;">lo Studio Legale Vallini Vaccari</span></strong></h3>
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<div class="main-text">
<p>Vuoi avere maggiori informazioni? Per qualsiasi necessità, contatta gli avvocati dello <strong>Studio Legale Vallini Vaccari</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://wa.me/+393517556127"><strong>via <span style="color: #38ada9;"><em>whatsapp</em></span></strong></a></p>
<p><a href="https://wa.me/+393517556127"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3435 size-thumbnail" src="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2021/04/logo-wpp-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2021/04/logo-wpp-150x150.png 150w, https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2021/04/logo-wpp.png 200w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.studiovallinivaccari.it/contatti/"><strong>via <span style="color: #38ada9;"><em>e-mail</em></span></strong></a></p>
<p><a href="https://www.studiovallinivaccari.it/contatti/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3596 size-thumbnail" src="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2022/02/email-icona-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2022/02/email-icona-150x150.jpeg 150w, https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2022/02/email-icona-300x300.jpeg 300w, https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2022/02/email-icona.jpeg 336w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
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<h3><strong>Potrebbe <span style="color: #109ea3;">interessarti</span></strong></h3>

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			</item>
		<item>
		<title>Riforma cittadinanza: limite a due generazioni</title>
		<link>https://www.studiovallinivaccari.it/riforma-cittadinanza-limite-generazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[nicolò vallini vaccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 18:28:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riforma della cittadinanza: limite a due generazioni Il governo ha autorizzato l'emanazione di un decreto legge di riforma delle norme sulla cittadinanza italiana. Questi cambiamenti mirano a rendere più accessibile la formazione medica e a ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiovallinivaccari.it/riforma-cittadinanza-limite-generazioni/">Riforma cittadinanza: limite a due generazioni</a> proviene da <a href="https://www.studiovallinivaccari.it">Studio Legale Avvocato Vallini Vaccari</a>.</p>
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<h3 data-pm-slice="1 1 []"><strong>Riforma della cittadinanza: <span style="color: #109ea3;">limite a due generazioni</span></strong></h3>
<p>Il governo ha autorizzato l'emanazione di un decreto legge di riforma delle norme sulla cittadinanza italiana. Questi cambiamenti mirano a rendere più accessibile la formazione medica e a rivedere i criteri per il riconoscimento della cittadinanza, con l'obiettivo di garantire maggiore equità ed efficienza nel sistema. In poche parole, il Governo vuole imporre un limite per il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis: a poter avanzare la richiesta saranno solo le persone che hanno entro le due generazioni precedenti un cittadino italiano.</p>
<h3><strong><span style="color: #109ea3;">Nuove Regole</span> e <span style="color: #109ea3;">nuovi limiti di generazioni</span> per la Cittadinanza iure sanguinis</strong></h3>
<p>Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera per l'emanazione di un decreto legge sul c.d. "pacchetto cittadinanza". Questo decreto, una volta emesso e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, introdurrà una serie di misure per regolamentare il riconoscimento della cittadinanza italiana all'estero.</p>
<p>Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato che il principio dello <em>ius sanguinis</em> rimarrà in vigore, ma verranno introdotti <strong>limiti</strong> per evitare abusi e fenomeni di commercializzazione dei passaporti italiani. La nuova normativa prevederà che <strong>solo i discendenti con almeno un genitore o un nonno che siano cittadini italiani potranno ottenere automaticamente la cittadinanza</strong>.</p>
<h3><strong><span style="color: #109ea3;">Le fasi</span> della procedura</strong></h3>
<p>La riforma verrà attuata in due fasi:</p>
<ul>
<li><strong>Fase 1 - Decreto Legge Immediato:</strong> Alcune norme entreranno in vigore subito, ponendo limiti chiari ai riconoscimenti automatici.</li>
<li><strong>Fase 2 - Riforma Organica:</strong> Verranno introdotte modifiche più profonde, tra cui l'obbligo per i cittadini nati e residenti all'estero di dimostrare un legame effettivo con l'Italia almeno una volta ogni 25 anni. Inoltre, il riconoscimento della cittadinanza non sarà più gestito dai consolati, ma da un ufficio centralizzato presso la Farnesina.</li>
</ul>
<h3><strong><span style="color: #109ea3;">Cos'è un Decreto Legge</span> e Come Funziona?</strong></h3>
<p>Un decreto legge è un atto normativo con forza di legge adottato dal governo in casi di necessità e urgenza. Questo strumento consente di introdurre <strong>immediatamente</strong> nuove disposizioni senza dover passare per l'iter parlamentare ordinario. Tuttavia, per diventare definitivo, un decreto legge <strong>deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla sua pubblicazione</strong>. In caso contrario, perde efficacia retroattivamente.</p>
<p>Il decreto legge entra in vigore subito dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e può subire modifiche durante il processo di conversione in legge da parte delle Camere. Questo strumento è spesso utilizzato per rispondere rapidamente a emergenze legislative, come nel caso della riforma qui descritta.</p>
<p>Ad oggi, 28 marzo ore 19:17, non risulta sia stato pubblicato il decreto legge nella Gazzetta Ufficiale. Non conosciamo le tempistiche del Governo, ma è certo che per beneficiare della normativa prima che questa venga riformata è necessario procedere il più rapidamente possibile (il tutto salvo eventuali regimi intertemporali eventualmente previsti dal decreto legge).</p>
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<h3><strong style="color: #109ea3;">Contatta <span style="color: #000000;">lo Studio Legale Vallini Vaccari</span></strong></h3>
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<p>Vuoi avere maggiori informazioni? Per qualsiasi necessità, contatta gli avvocati dello <strong>Studio Legale Vallini Vaccari</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://wa.me/+393517556127"><strong>via <span style="color: #38ada9;"><em>whatsapp</em></span></strong></a></p>
<p><a href="https://wa.me/+393517556127"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3435 size-thumbnail" src="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2021/04/logo-wpp-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2021/04/logo-wpp-150x150.png 150w, https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2021/04/logo-wpp.png 200w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
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		<title>Cittadinanza iure sanguinis: istanza amministrativa e giudiziale</title>
		<link>https://www.studiovallinivaccari.it/cittadinanza-iure-sanguinis-istanza-amministrativa-giudiziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[nicolò vallini vaccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2025 11:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[amministrativa]]></category>
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		<category><![CDATA[domanda giudiziale]]></category>
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		<category><![CDATA[tempo attesa consolati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cittadinanza iure sanguinis: la domanda amministrativa e quella giudiziale Il riconoscimento della cittadinanza italiana rappresenta un diritto fondamentale per molti discendenti di italiani emigrati all'estero. Nel caso della cittadinanza iure sanguinis per via paterna e ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiovallinivaccari.it/cittadinanza-iure-sanguinis-istanza-amministrativa-giudiziale/">Cittadinanza iure sanguinis: istanza amministrativa e giudiziale</a> proviene da <a href="https://www.studiovallinivaccari.it">Studio Legale Avvocato Vallini Vaccari</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-4290"  class="panel-layout" ><div id="pg-4290-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4290-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-4290-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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<h3><span style="color: #109ea3;">Cittadinanza iure sanguinis</span>: la domanda amministrativa e quella giudiziale</h3>
<p>Il riconoscimento della <strong>cittadinanza italiana</strong> rappresenta un diritto fondamentale per molti discendenti di italiani emigrati all'estero. Nel caso della cittadinanza iure sanguinis per via <strong>paterna</strong> e quella per via <strong>materna "post 1948"</strong> (vedi per informazioni e approfondimenti gli articoli: <a href="https://www.studiovallinivaccari.it/cittadinanza-italiana-iure-sanguinis/">cittadinanza iure sanguinis</a> e <a href="https://www.studiovallinivaccari.it/cittadinanza-iure-sanguinis-1948/">cittadinanza iure sanguinis per via materna ante 1948</a>) di regola la domanda giudiziale, cioè quella presentata in Tribunale, va preceduta dal tentativo di richiesta in via amministrativa.</p>
<p>Quindi, si rende necessario tentare di presentare la domanda presso il consolato competente, prima di procedere con l'istanza giudiziale.</p>
<p>Il consolato italiano competente è quello del luogo in cui il discendente ha la sua <strong>residenza</strong>. Al contrario, il Tribunale italiano competente è quello del luogo in cui l'ascendente è <strong>nato</strong>.</p>
<h3><span style="color: #109ea3;">Istanza amministrativa</span> di cittadinanza iure sanguinis al Consolato: come si presenta?</h3>
<p>Normalmente, la domanda di cittadinanza amministrativa si presenta al Consolato italiano competente dopo aver preso un apposito <strong>appuntamento online</strong>. Possono esserci dei Consolati che richiedono metodi di presentazione differenti, tuttavia di regola la piattaforma online di prenotazione dell'appuntamento è la stessa per tutti i Consolati italiani ed è quella del sito "<strong>Prenot@mi</strong>" (link: <a href="https://prenotami.esteri.it/">https://prenotami.esteri.it/</a>). La pagina, per procedere con la richiesta di appuntamento, chiede la registrazione dell'utente.</p>
<p>In fase di registrazione, le informazioni richieste sono:</p>
<ul>
<li>nome, cognome e data di nascita</li>
<li>indirizzo di residenza</li>
<li>email</li>
<li>numero di telefono</li>
<li>consolato competente</li>
</ul>
<p>Dopo aver fornito i dati richiesti, occorre creare una <strong>password</strong>.</p>
<p>E' importante indicare una <strong>email valida</strong> perchè riceverete un link per la<strong> validazione dell'account</strong>.</p>
<p>Creato l'account, si può accedere alla pagina e visionare le tipologie di appuntamenti prenotabili presso il Consolato scelto. A questo punto, accedete alla sezione "Cittadinanza per discendenza" e controllate se ci sono appuntamenti disponibili. Nel caso - molto probabile - in cui non ci siano, dovete fare una f<strong>oto o uno <em>screenshot</em> alla pagina</strong>, di modo che sia possibile dimostrare in Tribunale di aver tentato di prendere un appuntamento e, quindi, di aver provato a presentare la domanda in via amministrativa prima di procedere giudizialmente.</p>
<p>Ripetete questa operazione almeno 3/4 volte, magari una volta alla settimana, ed ogni volta c<strong>onservate gli <em>screenshots</em> o le foto</strong>. A questo punto, potrete fornire all'avvocato le prove dei vostri tentativi e l'avvocato potrà produrre queste foto in giudizio, chiedendo di procedere con il riconoscimento della cittadinanza anche se non sono trascorsi i <strong>730 giorni</strong> previsti dalla legge per la conclusione della procedura amministrativa, proprio perchè questa procedura non può materialmente nemmeno cominciare a causa della mancanza di appuntamenti presso il Consolato.</p>
<h3>Impossibilità di prenotare l'appuntamento: serve davvero tentare di presentare la <span style="color: #109ea3;">domanda in via amministrativa</span>?</h3>
<p>E' sempre importante procedere con le modalità che abbiamo appena spiegato. Creare l'account, procedere con il tentativo di prenotazione online, conservare <em>screenshots</em> e foto. Questo è il metodo più sicuro per dimostrare di aver tentato in tutti i modi di presentare la domanda di cittadinanza iure sanguinis al Consolato, prima di "disturbare" il Tribunale con la domanda giudiziale.</p>
<p>Tuttavia , è importante sottolineare che l'istanza amministrativa presentata al Consolato, in effetti, <strong>non costituisce una condizione necessaria per il ricorso giuridico</strong>. Infatti, la mancanza di una previsione legislativa esplicita rende l'istanza consolare <strong>alternativa</strong> rispetto alla domanda giudiziaria. Alcune pronunce giudiziarie hanno affermato che è possibile presentare una richiesta al giudice anche prima che siano decorsi i <strong>730 giorni</strong> previsti dall’art. 3 del <strong>D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362. </strong>Da questo, molte pronunce ricavano che il tentativo di presentare l'istanza amministrativa non è una condizione necessaria per la presentazione della domanda giudiziale, posto che in mancanza di una norma <em>ad hoc </em>non si può applicare alcuna limitazione del diritto di azione.</p>
<p>Infatti, secondo l'<strong>art. 24 della Costituzione italiana</strong>, il cittadino ha sempre il diritto di agire in giustizia.</p>
<p>In questioni relative allo stato e alla capacità delle persone, la tutela del cittadino davanti al giudice ordinario è garantita dall'<strong>art. 113 della Costituzione</strong>. È inoltre significativo notare che il <strong>D.Lgs. n. 150 del 2011</strong>, riguardante il rito delle controversie in materia di cittadinanza, usa il termine "accertamento dello stato di cittadinanza", differente dall'idea di "impugnazione" di un provvedimento consolare, il che rafforza l'idea che non vi sia pregiudizialità tra istanza amministrativa e domanda giudiziaria.</p>
<h3>Critiche ai <span style="color: #109ea3;">tempi di attesa dei Consolati</span></h3>
<p>Un ulteriore problema rilevante da considerare è l'inefficienza dei Consolati italiani, in particolare nei paesi sudamericani.</p>
<p>È ormai ampiamente riconosciuto che i tempi di attesa per una convocazione possono superare i <strong>dieci anni</strong>, contrariamente al termine normativo di circa due anni fissato per il procedimento di riconoscimento della cittadinanza. Tali lunghe attese si configurano come un vero e proprio diniego di giustizia, giustificando testimonianze in giurisprudenza che consentono il ricorso diretto al giudice.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>In presenza di tempistiche irragionevoli da parte delle autorità consolari e di evidenti contraddizioni con il dettato normativo, i cittadini italiani hanno sempre il diritto di vedere tutelati i loro diritti in via giudiziaria. L'accertamento della discendenza documentata permette di ottenere un adeguato riconoscimento della cittadinanza senza dover affrontare i <strong>lunghi tempi di attesa burocratici.</strong></p>
<h3><strong style="color: #109ea3;">Contatta <span style="color: #000000;">lo Studio Legale Vallini Vaccari</span></strong></h3>
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<p>Per qualsiasi necessità, contatta i professionisti dello <strong>Studio Legale Vallini Vaccari</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://wa.me/+393517556127"><strong>via <span style="color: #38ada9;"><em>whatsapp</em></span></strong></a></p>
<p><a href="https://wa.me/+393517556127"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3435 size-thumbnail" src="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2021/04/logo-wpp-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2021/04/logo-wpp-150x150.png 150w, https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2021/04/logo-wpp.png 200w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.studiovallinivaccari.it/contatti/"><strong>via <span style="color: #38ada9;"><em>e-mail</em></span></strong></a></p>
<p><a href="https://www.studiovallinivaccari.it/contatti/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-3596 size-thumbnail" src="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2022/02/email-icona-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2022/02/email-icona-150x150.jpeg 150w, https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2022/02/email-icona-300x300.jpeg 300w, https://www.studiovallinivaccari.it/wp-content/uploads/2022/02/email-icona.jpeg 336w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cittadinanza Iure Sanguinis: errori nei documenti</title>
		<link>https://www.studiovallinivaccari.it/cittadinanza-iure-sanguinis-errori-documenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[nicolò vallini vaccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2025 11:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[divergenze anagrafiche]]></category>
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		<category><![CDATA[errori documenti]]></category>
		<category><![CDATA[iure sanguinis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cittadinanza Italiana iure sanguinis: gestione degli errori nei documenti Il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza, nota come iure Sanguinis, è un diritto per i discendenti di cittadini italiani emigrati all'estero. Di questo argomento abbiamo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-4283"  class="panel-layout" ><div id="pg-4283-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-4283-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-4283-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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<h3 class="elementor-column-wrap elementor-element-populated"><span style="color: #109ea3;">Cittadinanza Italiana iure sanguinis</span>: gestione degli <span style="color: #109ea3;">errori nei documenti</span></h3>
<p class="elementor-column-wrap elementor-element-populated"><span style="font-size: 16px;">Il riconoscimento della </span><strong style="font-size: 16px;">cittadinanza italiana</strong><span style="font-size: 16px;"> per discendenza, nota come </span><strong style="font-size: 16px;">iure Sanguinis</strong><span style="font-size: 16px;">, è un diritto per i discendenti di cittadini italiani emigrati all'estero. Di questo argomento abbiamo già parlato in vari articoli (<span style="color: #109ea3;">vedi in basso la sezione "Potrebbe Interessarti"</span>). Questo articolo vuole spiegare cosa accade e come si risolvono i casi in cui dai documenti degli avi emergano delle </span><strong style="font-size: 16px;">difformità anagrafiche o comunque degli errori nei documenti</strong>.<span style="font-size: 16px;"> Quando cioè, nel corso degli anni, gli ascendenti abbiano in parte </span><strong style="font-size: 16px;">modificato il proprio nome e cognome</strong><span style="font-size: 16px;">, cambiandolo nello stile del Paese di emigrazione (</span><em style="font-size: 16px;">si pensi ai "Franco" che diventano "Franz" o ai "Paolo" che diventano "Paulo"</em><span style="font-size: 16px;">) o subendo, per errore di trascrizione anagrafica, la sostituzione di alcune lettere del nome e cognome.</span></p>
<h3><span style="color: #109ea3;">Requisiti generali</span> della richiesta di Cittadinanza iure sanguinis</h3>
<p>Affinché un pronipote possa rivendicare la cittadinanza italiana, è necessaria la dimostrazione documentale della linea di discendenza dall'avo originario. La <strong>Circolare Ministeriale n. K.28.1 del 8 aprile 1991</strong> stabilisce che il riconoscimento può avvenire solo con la <strong>ricostruzione chiara della genealogia</strong>. Pertanto, è essenziale <strong>fornire la documentazione atta a dimostrare questa discendenza. </strong>L'elenco della documentazione è disponibile in questo articolo (clicca per aprire): <a href="https://www.studiovallinivaccari.it/cittadinanza-italiana-iure-sanguinis/">Cittadinanza italiana iure sanguinis</a>.</p>
<h3>La prova della discendenza e gli <span style="color: #109ea3;">errori documentali</span></h3>
<p>Nel corso del procedimento possono emergere delle divergenze nei nomi e nei cognomi. Secondo il Ministero e la giurisprudenza, però, <strong>ciò che conta realmente è il legame di parentela in linea retta con l’avo italiano emigrato</strong>. È infatti frequente che gli atti di stato civile, specialmente quelli emessi in paesi come Brasile e Argentina, presentino discrepanze dovute a barriere linguistiche. Tuttavia, questi errori non devono ostacolare il processo di riconoscimento.</p>
<p>Il Ministero di Grazia e Giustizia ha riconosciuto l’inutilità di correggere gli atti di stato civile formati all'estero, come evidenziato nella <strong>Circolare n. 56-6/420 del 5 gennaio 1952</strong>.</p>
<p>Tale posizione mira a evitare oneri economici gravosi per gli interessati e sottolinea che gli errori di grafia e le discordanze nei documenti non influiscono sull’accoglimento della richiesta di cittadinanza.</p>
<h3><span style="color: #109ea3;">Errori nei documenti</span>: cosa fare?</h3>
<p>Quando si riscontrano incongruenze nei documenti, è fondamentale determinare la loro natura. Se si tratta di errori materiali, può essere utile procedere con le rettifiche presso le autorità straniere competenti, di modo da produrre documenti esatti. Non sempre però è possibile. In questi casi o quando le modifiche sono difficili da ottenere, come confermato dalla Circolare sopra richiamata, l'interessato può ricorrere al <strong>Giudice Ordinario Italiano</strong> che ha la capacità e il dovere di valutare le incongruenze negli atti di stato civile, utilizzando strumenti di indagine più ampi. Infatti, nonostante la presenza di alcune <span class="wk-highlight">divergenze</span> ed errori nei nomi e cognomi dei discendenti, ai fini dell'analisi della titolarità dello stato di cittadino italiano, ciò che rileva è il rapporto di parentela in linea retta tra l'avo italiano emigrato e i suoi discendenti. <strong>Eventuali errori di grafia nei nomi e cognomi dei discendenti risultano del tutto irrilevanti al fine dell'accoglimento della domanda</strong>, dovuti verosimilmente al fatto che gli ufficiali di stato civile stranieri non conoscevano la lingua italiana o non la conoscevano bene i discendenti degli emigranti, i quali a loro volta potevano non conoscere la lingua del nuovo Paese di emigrazione. C</p>
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<h3>Conclusione</h3>
<p>In conclusione, il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza è un processo complesso, ma con una preparazione adeguata e la documentazione corretta, è possibile superare le difficoltà legate agli errori negli atti di stato civile. Gli <strong>errori di forma</strong> non devono precludere l'accesso a questo diritto; è fondamentale presentare prove chiare della propria genealogia. Avvalersi di professionisti esperti in materia può facilitare notevolmente la gestione della richiesta di cittadinanza.</p>
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		<title>Cittadinanza Iure Sanguinis per via materna prima del 1948</title>
		<link>https://www.studiovallinivaccari.it/cittadinanza-iure-sanguinis-1948/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[nicolò vallini vaccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 15:07:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[1948]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[iure sanguinis]]></category>
		<category><![CDATA[via materna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cittadinanza Italiana Iure Sanguinis per via materna prima del 1948 La cittadinanza italiana iure sanguinis (per diritto di sangue) è un diritto riconosciuto a chi discende da un cittadino italiano. Tuttavia, quando si tratta di ...</p>
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<h3>Cittadinanza Italiana Iure Sanguinis per <span style="color: #109ea3;">via materna prima del 1948</span></h3>
<p>La cittadinanza italiana iure sanguinis (per diritto di sangue) è un diritto riconosciuto a chi discende da un cittadino italiano. Tuttavia, quando si tratta di trasmettere la cittadinanza attraverso la linea materna, entrano in gioco specifiche regole che possono rendere il processo più complesso. In questo articolo, vedremo in dettaglio come funziona l'acquisizione della cittadinanza italiana iure sanguinis per <strong>via materna</strong>, i requisiti necessari e come presentare la domanda.</p>
<h3><span style="color: #109ea3;">Cosa è</span> la cittadinanza italiana Iure Sanguinis</h3>
<p>La cittadinanza italiana iure sanguinis permette di ottenere la cittadinanza italiana in base alla discendenza da un antenato italiano. Secondo la legge italiana, il diritto alla cittadinanza si trasmette senza limiti di generazione, a condizione che non vi sia stata interruzione nella trasmissione del diritto da parte degli ascendenti.</p>
<p>Tuttavia, esistono alcune limitazioni per chi discende da una cittadina italiana, in quanto, <strong>prima del 1948, le donne italiane non potevano trasmettere la cittadinanza ai propri figli</strong>.</p>
<h3>Cittadinanza per via materna: <span style="color: #109ea3;">il principio del 1948</span></h3>
<p>La discriminazione legale contro le donne nella trasmissione della cittadinanza è stata eliminata dalla Costituzione Italiana entrata in vigore nel 1948. Prima di questa data, solo i padri italiani potevano trasmettere la cittadinanza ai figli, mentre le madri italiane non avevano questo diritto.</p>
<p>Quindi, se il tuo ascendente italiano è una donna e i suoi figli sono nati prima del 1948, formalmente la cittadinanza non si trasmette automaticamente secondo la normativa. Invero, secondo la norma, nei casi di discendenza materna, <strong>hanno diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana solamente i figli di madre italiana e padre di cittadinanza straniera se nati dopo il 1º gennaio 1948</strong> oppure i figli nati prima di quella data se hanno padre ignoto (Art. 1 comma 2 Legge 555/1912 e Art. 7 del Codice Civile del 1865) e i loro discendenti.</p>
<p>Ma non preoccupatevi, fortunatamente la Giurisprudenza è intervenuta per <strong>risolvere questa disuguaglianza</strong>.</p>
<p>La sentenza della <strong>Corte Costituzionale n. 30/1983</strong> ha infatti dichiarato la illegittimità costituzionale dell'art. 1, n. 1, della legge n. 555 /1912, nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina.</p>
<p>Ecco quindi la soluzione: <strong>è possibile ottenere la cittadinanza per via materna attraverso un ricorso giudiziario</strong> presso il Tribunale, con l'assistenza di un avvocato.</p>
<h3><span style="color: #109ea3;">Chi può richiedere</span> la cittadinanza italiana per via materna?</h3>
<p>Alla luce della sentenza sopra citata, si può richiedere la cittadinanza italiana per via materna se:</p>
<ol>
<li>il richiedente ha un ascendente diretto (nonno/a, bisnonno/a, ecc.) che era cittadino italiano al momento della nascita dei propri figli.</li>
<li>La trasmissione del diritto avviene attraverso una donna.</li>
<li>Nessuno dei tuoi ascendenti ha mai rinunciato alla cittadinanza italiana.</li>
</ol>
<p>Ed ecco la differenza:</p>
<ul>
<li>se la discendenza passa attraverso una donna prima del 1948 e, quindi, <strong>se il figlio è nato prima del 1948</strong>, è necessario presentare un ricorso al tribunale.</li>
<li>invece, <strong>per i figli nati dopo il 1948</strong>, si può attivare la procedura amministrativa per il riconoscimento della cittadinanza.</li>
</ul>
<p>In realtà, nei fatti, <strong>le due ipotesi portano di solito al medesimo risultato</strong>. Infatti, come noto, la richiesta di concessione della cittadinanza avanzata presso i Consolati Italiani richiede tempistiche lunghissime (ci sono spesso liste d’attesa anche di 10-12 anni) o è direttamente esclusa per il fatto che <strong>risulta impossibile prenotare un appuntamento</strong> presso gli uffici del Consolato.</p>
<p>La soluzione è sempre, quindi, quella di <strong>ricorrere in Tribunale per vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana per via materna</strong>.</p>
<h3>Quali sono i <span style="color: #109ea3;">documenti da presentare</span> per chiedere la Cittadinanza Iure Sanguinis</h3>
<p>Questa è la lista dei certificati che bisogna presentare per poter ottenere il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis:</p>
<ul>
<li>copia integrale dell’atto di nascita dell’avo italiano emigrato all’estero, rilasciato dal Comune italiano nel quale egli nacque;</li>
<li>atti integrali di nascita di tutti i suoi discendenti in linea retta, compreso quello della persona rivendicante la cittadinanza italiana;</li>
<li>atto integrale di morte dell’antenato italiano (questo atto è particolarmente importante quando l’avo si è coniugato in Italia, e pertanto l’atto di morte è l’unico a lui riferito che attesta la sua presenza nel Paese straniero);</li>
<li>atto integrale di matrimonio dell’avo italiano emigrato all’estero;</li>
<li>atti di matrimonio dei suoi discendenti in linea retta, compreso quello dei genitori della persona rivendicante la cittadinanza italiana;</li>
<li>certificato rilasciato dalle competenti autorità dello stato estero di emigrazione, attestante che l’avo italiano a suo tempo emigrato dall’Italia non acquistò la cittadinanza dello Stato estero di emigrazione anteriormente alla nascita dell’ascendente dell’interessato (es. la CNN brasiliana);</li>
<li>copie autentiche di eventuali sentenze o atti di separazione o divorzio, esclusivamente delle persone che richiedono la cittadinanza;</li>
<li>in presenza di figli nati fuori dal matrimonio, la cui nascita è stata registrata dal solo genitore che non trasmette la cittadinanza italiana, occorre una scrittura pubblica con la quale l’altro genitore, ovvero quello di sangue italiano, dichiara e conferma di essere madre/padre biologica/o del figlio nato fuori dal matrimonio;</li>
<li>in caso di domanda amministrativa presentata in Italia: certificato di residenza;</li>
<li>altri eventuali, da valutarsi in base al caso specifico e individuale del richiedente.</li>
</ul>
<p>Ai sensi del D.P.R. 445/2000, tutti i documenti sopra elencati che sono stati formati all'estero, devono essere tradotti in lingua italiana e muniti di legalizzazione consolare (o Apostille, se lo Stato in questione aderisce alla Convenzione dell'Aja del 1961).</p>
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		<title>Cittadinanza italiana iure sanguinis</title>
		<link>https://www.studiovallinivaccari.it/cittadinanza-italiana-iure-sanguinis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[nicolò vallini vaccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2023 14:46:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza italiana]]></category>
		<category><![CDATA[iure sanguinis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Studio Legale Vallini Vaccari assiste chi vuole ottenere la cittadinanza italiana grazie ad un antenato italiano emigrato all&#8217;estero. Esistono vari modi per ottenere la cittadinanza italiana. Ad esempio per matrimonio (vedi articolo) oppure per ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiovallinivaccari.it/cittadinanza-italiana-iure-sanguinis/">Cittadinanza italiana iure sanguinis</a> proviene da <a href="https://www.studiovallinivaccari.it">Studio Legale Avvocato Vallini Vaccari</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <span style="color: #109ea3;"><strong>Studio Legale Vallini Vaccari</strong></span> assiste chi vuole ottenere la cittadinanza italiana grazie ad un antenato italiano emigrato all&#8217;estero.</p>
<p>Esistono vari modi per ottenere la <span style="color: #109ea3;">cittadinanza italiana</span>. Ad esempio per <strong>matrimonio</strong> (<a href="https://www.studiovallinivaccari.it/cittadinanza-italiana-matrimonio-come-ottenerla/"><strong>vedi articolo</strong></a>) oppure per <strong>residenza</strong> prolungata sul territorio italiano (<a href="https://www.studiovallinivaccari.it/cittadinanza-italiana-residenza-come-ottenerla/"><strong>scopri di più su questo tipo di richiesta</strong></a>).</p>
<p>In questo articolo parliamo della <strong>cittadinanza <em>iure sanguinis</em></strong> e, quindi, della cittadinanza che si ottiene per il fatto di avere un ascendente italiano.</p>
<h3><strong><span style="color: #109ea3;">CITTADINANZA ITALIANA <em>IURE SANGUINIS</em></span>: DI COSA SI TRATTA</strong></h3>
<p>La <strong>cittadinanza italiana <em>iure sanguinis</em></strong> è disciplinata dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91, che stabilisce che il figlio di genitori cittadini italiani sia cittadino italiano fin dalla nascita. Questo è appunto conosciuto come il concetto di cittadinanza <em>iure sanguinis</em>.</p>
<p>Seguendo il principio dello <em>ius sanguinis</em>, un discendente di un italiano emigrato che non abbia ottenuto la cittadinanza straniera può rivendicare la cittadinanza italiana <em>iure sanguinis</em>. Questo apre la possibilità concreta affinché i discendenti di seconda, terza e persino quarta generazione di italiani emigrati possano essere riconosciuti come cittadini italiani attraverso la filiazione.</p>
<p>Questo caso interessa principalmente i discendenti di antichi emigranti italiani nati in paesi come <strong>Brasile</strong>, <strong>Argentina</strong>, <strong>Canada</strong>, <strong>Australia</strong>, e così via.</p>
<p>Inizialmente la cittadinanza italiana si poteva acquistare solo se l&#8217;antenato cittadino italiano fosse un maschio. Dopo l&#8217;intervento della Corte Costituzionale, l&#8217;equiparazione tra uomini e donne riguardo alla cittadinanza è stata stabilita dalla Legge n. 123 del 21 aprile 1983, art. 5 (&#8220;<em>È cittadino italiano il figlio minorenne, anche adottivo, di padre cittadino o madre cittadina</em>&#8220;), e successivamente dall&#8217;art. 1, lettera a) della Legge n. 91 del 1992, il quale afferma che &#8220;<em>è cittadino italiano per nascita il figlio di padre o di madre cittadini</em>&#8220;.</p>
<p>Ora, quindi, la cittadinanza si può ottenere anche per <strong>via materna</strong> e non solo per <strong>via paterna</strong>.</p>
<p>Di conseguenza, i discendenti di madre italiana possono richiedere all&#8217;Italia, in Comune se già residenti in Italia oppure alla competente Ambasciata italiana nello Stato di residenza, il riconoscimento della cittadinanza italiana <em>iure sanguinis</em>, purché siano nati dopo il 1° gennaio 1948, data di entrata in vigore della Costituzione, e a condizione che la madre fosse cittadina italiana al momento della loro nascita. Nel caso in cui il discendente sia nato prima del 1948, la cittadinanza può chiedersi direttamente al Tribunale.</p>
<h3><strong><span style="color: #109ea3;">REQUISITI</span> PER LA CITTADINANZA <em>IURE SANGUINIS</em></strong></h3>
<p>Per ottenere la cittadinanza italiana <em>iure sanguinis</em>, ci sono due requisiti chiave:</p>
<ul>
<li>Discendenza da un individuo italiano (l&#8217;avo emigrato);</li>
<li>Continuità nella trasmissione della cittadinanza, cioè nessuna naturalizzazione straniera dell&#8217;avo italiano o dei suoi discendenti in linea diretta prima della nascita dei figli e dei loro discendenti successivi, fino al richiedente stesso. In sintesi, è necessario dimostrare che la catena di trasmissione della cittadinanza non sia mai stata interrotta.</li>
</ul>
<h3><strong><span style="color: #109ea3;">PROCEDURA</span> DI RICHIESTA </strong></h3>
<p>La richiesta di riconoscimento della cittadinanza italiana <em>iure sanguinis</em> può essere presentata in due modi:</p>
<p><strong>In via amministrativa:</strong> attraverso un&#8217;istanza all&#8217;Autorità consolare (se il richiedente è all&#8217;estero) o al Sindaco del Comune di residenza (se il richiedente è in Italia). Se la richiesta viene presentata in Italia, non è obbligatorio avere un permesso di soggiorno, ma è sufficiente una dichiarazione di presenza, secondo la Circolare del Ministero dell&#8217;Interno n. 32 del 13 giugno 2007.</p>
<p><strong>In via giudiziale:</strong> attraverso un ricorso al Tribunale, con l&#8217;assistenza di un difensore legale. Questo approccio è appropriato per i discendenti per via materna nati prima del 1° gennaio 1948, o quando il Consolato competente per la richiesta amministrativa ha un <strong>lungo ritardo nella convocazione dei richiedenti</strong>. Un esempio tipico è il Consolato di San Paolo, dove l&#8217;attesa per la convocazione può richiedere circa 12 anni.</p>
<h3><strong><span style="color: #109ea3;">DOCUMENTI</span> RICHIESTI</strong></h3>
<p>Ecco l&#8217;elenco dei documenti necessari per ottenere il riconoscimento della cittadinanza <em>iure sanguinis</em>:</p>
<ul>
<li>Copia integrale dell&#8217;atto di nascita dell&#8217;avo italiano emigrato all&#8217;estero, emesso dal Comune italiano di nascita;</li>
<li>Atti integrali di nascita di tutti i discendenti in linea diretta, inclusa la persona che richiede la cittadinanza italiana;</li>
<li>Atto integrale di morte dell&#8217;antenato italiano (particolarmente importante se l&#8217;avo si è sposato in Italia, dimostrando così la sua presenza all&#8217;estero);</li>
<li>Atto di matrimonio dell&#8217;avo italiano emigrato;</li>
<li>Atti di matrimonio dei discendenti in linea diretta, incluso quello dei genitori della persona che richiede la cittadinanza;</li>
<li>Certificato rilasciato dalle autorità straniere competenti per l&#8217;emigrazione, dimostrante che l&#8217;avo italiano non ha acquisito la cittadinanza straniera prima della nascita dell&#8217;ascendente dell&#8217;interessato;</li>
<li>Copie autenticate di eventuali sentenze di separazione o divorzio, solo per le persone che richiedono la cittadinanza;</li>
<li>Se ci sono figli nati fuori dal matrimonio, e solo il genitore non cittadino trasmette la cittadinanza italiana, è necessario un atto notarile in cui l&#8217;altro genitore, cittadino italiano, dichiara di essere il genitore biologico del figlio nato fuori dal matrimonio;</li>
<li>Se la richiesta viene presentata in Italia, è richiesto un certificato di residenza;</li>
<li>Altri documenti specifici a seconda delle circostanze individuali del richiedente.</li>
</ul>
<p>Secondo il D.P.R. 445/2000, tutti i documenti formati all&#8217;estero devono essere <strong>tradotti in italiano e legalizzati consolarmente</strong> (o <strong>apostillati</strong>, se il paese aderisce alla Convenzione dell&#8217;Aja del 1961).</p>
<h3><strong><span style="color: #109ea3;">TEMPI</span> DI OTTENIMENTO</strong></h3>
<p>I tempi per ottenere la cittadinanza <em>iure sanguinis</em> dipendono dalla modalità di presentazione della domanda: amministrativa o giudiziale.</p>
<p>Attraverso la <strong>via amministrativa</strong>, i tempi variano a seconda del Comune in cui viene presentata la domanda in Italia o del Consolato all&#8217;estero. Ad esempio, il Consolato di San Paolo richiede attualmente circa 12 anni per convocare i richiedenti. Pertanto, agire attraverso il Tribunale può essere più rapido e appropriato in alcuni casi.</p>
<p>In <strong>via giudiziale</strong>, i tempi medi sono di circa un anno e mezzo, ma possono variare a seconda del giudice assegnato al caso e degli eventi processuali imprevedibili.</p>
<p>In sintesi, il percorso per ottenere la <strong>cittadinanza italiana <em>iure sanguinis</em></strong> richiede un&#8217;attenta preparazione e la presentazione di una serie di documenti, oltre a una comprensione dei tempi e dei processi amministrativi e giudiziari coinvolti.</p>
<h3><span style="color: #109ea3;"><strong>CONTATTACI</strong></span></h3>
<p>Lo <strong>Studio Legale Vallini Vaccari</strong> offre la propria assistenza, attraverso avvocati esperti in diritto dell&#8217;immigrazione e della cittadinanza, che possono in ogni momento fornirti consulenza riguardo le modalità di presentazione della richiesta ed i documenti necessari.</p>
<p>Per qualsiasi informazione, contatta i professionisti dello <strong>Studio Legale Vallini Vaccari</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://wa.me/+393517556127"><strong>via <span style="color: #38ada9;"><em>whatsapp</em></span></strong></a></p>
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