La sanatoria degli stranieri irregolari. Sintesi, criticità e casi pratici.

La norma

Tanto si è parlato e discusso di questa norma, l’art. 103 del DL Rilancio, entrato ufficialmente in vigore il 19 maggio 2020. La disposizione, infatti, prevede da un lato la possibilità per i datori di lavoro di far emergere i propri lavoratori “in nero” (comma 1) e, dall’altro, per i cittadini stranieri irregolari di ottenere un permesso di soggiorno temporaneo, convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro (comma 2).

I presupposti di accesso alla sanatoria per gli stranieri irregolari

In poche parole, la sanatoria prevista dal comma 2 (quella non dei datori di lavoro, ma degli irregolari) prevede che possono accedere alla sanatoria i cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto dopo il 31 ottobre 2019 e non rinnovato o convertito.

Pur attendendo il decreto interministeriale attuativo, sembra che la disposizione tralasci o colpevolmente dimentichi che il Cura Italia ha disposto, all’art. art. 103, comma 2 quater e all’art. art. 104, che la validità ad ogni effetto dei documenti di riconoscimento con scadenza dal 31 gennaio 2020 è prorogata al 31 agosto 2020. Pertanto, ad accedere materialmente alla sanatoria sembra possano essere solo gli irregolari il cui permesso di soggiorno sia scaduto tra il 31 ottobre 2019 e il 31 gennaio 2020: uno spazio di soli tre mesi.

La possibilità di accedere alla sanatoria, quindi, oltre ad essere evidentemente limitatissima, pare essere affidata più alla sorte che al merito dello straniero.

Il requisito oggettivo è invece l’aver lavorato, prima del 31 ottobre 2019 , in uno dei settori previsti dalla sanatoria: agricoltura e simili; cura di portatori di handicap; colf e badanti.

Presentata l’istanza e versati gli oneri (pari a circa 160 euro), viene rilasciato allo straniero il permesso di soggiorno temporaneo, che dura sei mesi dalla domanda. Se in questi sei mesi lo straniero dimostra di aver trovato lavoro nei settori oggetto della sanatoria, il permesso viene convertito in motivi di lavoro.

Si allega di seguito uno schema della sanatoria prevista dal secondo comma della norma citata, ove si approfondiscono i presupposti per poter presentare l’istanza e, soprattutto, si evidenziano le intrinseche criticità della disposizione, tali da renderla, purtroppo, uno sterile proclama politico, più che l’espressione di una vera e propria volontà inclusiva del Governo.

Link allo schema in formato .pdf:

schema sanatoria art. 103 DL RIlancio avv. Nicolò Maria Vallini Vaccari