TUTELA DEL CONSUMATORE

La tutela del consumatore o consumerismo si esplica attraverso l'insieme di disposizioni dell'ordinamento italiano e comunitario, volte a difendere i diritti e gli interessi del cittadino inteso come fruitore di beni materiali e di servizi per uso privato.

Il consumatore è chi effettua il consumo, ovvero l'utilizzatore di beni e servizi prodotti dal sistema economico.

Secondo il diritto italiano è «la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta».

Nel suo iter storico, il consumerismo veniva già disciplinato da alcune norme del codice penale italiano che reprimono i comportamenti fraudolenti messi in atto da produttori e commercianti, quando tali condotte risultino nocivi per gli interessi dell'acquirente. Tali norme tuttavia erano improntate al sistema di vendita tradizionale ottocentesco e consideravano solo l'ipotesi in cui il prodotto fosse privo di qualità essenziali o presentasse vizi occulti.

La legge 142 dell'8 giugno 1990 prevede il diritto delle associazioni dei cittadini di avere accesso alle strutture e agli atti amministrativi. La successiva legge 146 del 15 giugno 1990 stabilisce l’obbligo di ascoltare le organizzazioni dei consumatori e degli utenti durante gli scioperi. La legge 287 del 10 ottobre 1990 dà alle associazioni dei consumatori la facoltà di denunciare alcune iniziative.

Solo nel 1998, con la legge 281 del 30 luglio, a distanza di più di vent'anni l'ordinamento italiano recepisce i principi contenuti nelle normative comunitarie riconoscendo i diritti individuali e collettivi dei consumatori e degli utenti e promuovendone la tutela anche in forma collettiva ed associativa.

L'articolo 1 di questa legge afferma che sono «fondamentali i diritti: alla salute; alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi; ad una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità; all'educazione al consumo; alla correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi; alla promozione e allo sviluppo dell'associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e gli utenti; all'erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e di efficienza».

A seguito di questa legge, sempre nel luglio 1998 si costituisce, presso il Ministero per le attività produttive, il CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori e Utenti), al quale fanno capo numerose associazioni di consumatori, quali: Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Federconsumatori, Unione Nazionale Consumatori, Lega Consumatori. Tra gli interventi più diffusi che vedono impegnate le associazioni a favore degli utenti, vi sono: i contratti di vendita e le cosiddette clausole vessatorie, il diritto alla salute e alla casa, la lotta all'inquinamento e la difesa dell'ambiente, i rincari ingiustificati dei prezzi, i disservizi nelle telecomunicazioni e nei trasporti (ferrovie, autostrade, aerei).

Solo recentemente è stato introdotto il c.d. codice del consumo, che è una legge della Repubblica Italiana emanata con il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in materia di diritti del consumatore.

E' sull'applicazione di questo codice e dei principi ivi individuati che la giurisprudenza si sta attualmente evolvendo; e con la giurisprudenza anche gli Studi Professionali si evolvono, specializzandosi in questa fondamentale disciplina giuridica.

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Pillole di latino...

Dolus est omnis calliditas, fallacia, machinatio, ad circumveniendum, fallendum, decipiendum alterum adibita

Il dolo è ogni astuzia, furbizia, macchinazione volta a raggirare, trarre in errore e ad ingannare altri

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