RISARCIMENTO DEI DANNI DA COLPA MEDICA

Nell'esercizio della sua professione, il medico e l'Ente Ospedaliero possono incorrere in varie specie di responsabilità, che conseguono a:

  1. inosservanza degli obblighi o violazione dei divieti imposti al medico dalle leggi e dai regolamenti che disciplinano l'esercizio della professione;
  2. trasgressione dei doveri di ufficio o di servizio inerenti al rapporto di impiego subordinato da enti pubblici o privati;
  3. inadempimento delle obbligazioni nascenti dal contratto di prestazione d'opera o dal c.d. contatto sociale nei confronti del cliente privato;
  4. errata applicazione delle regole diagnostico-terapeutiche da cui derivi un danno al paziente (lesione personale o morte).

La responsabilità che vi può derivare può essere penale e/o civile.

Quest’ultima, in particolare, sorge dai rapporti di diritto privato che il medico contrae con il paziente, e può avere natura contrattuale od extracontrattuale.

Le differenze tra l'una e l'altra specie di responsabilità sono invero notevoli e, in ambito medico, riguardano soprattutto:

  • i danni risarcibili, poiché nella responsabilità contrattuale il debitore/danneggiante risponde soltanto dei danni prevedibili al tempo dell'insorgenza dell'obbligazione, mentre l'autore dell'illecito extracontrattuale deve risarcire tutti i danni, compresi anche quelli imprevedibili;
  • l'onere della prova, poiché nella responsabilità da contratto, il paziente è tenuto a dimostrare l'evento, il danno ed il nesso causale tra questi e può limitarsi ad allegare l'inadempimento ed il titolo dell'obbligazione, mentre è il danneggiante che deve provare che l'inadempimento non sia dipeso da causa a lui imputabile (art. 1218 cod. civ.); diversamente, nella responsabilità extracontrattuale, il danneggiato deve anche dimostrare la colpa del danneggiante;
  • il termine di prescrizione, che è ordinario decennale in tema di responsabilità contrattuale e quinquennale, ai sensi dell'art. 2947 cod. civ. per quella extracontrattuale.

In ambito medico, la natura della responsabilità è diversa a seconda del soggetto coinvolto nel sinistro:

  1. nel caso del medico libero professionista, al quale il paziente si sia autonomamente rivolto per ottenere una prestazione sanitaria, la responsabilità ha natura contrattuale e si fonda sul contratto c.d. d'opera professionale stipulato tra il cliente ed il medico;
  2. il caso del medico strutturato (che lavora, cioè, all'interno di un ospedale) è più delicato ed è stato oggetto di un lungo dibattito giurisprudenziale e dottrinale, alla fine risolto dal duplice intervento del legislatore, dapprima nel 2013 con la Legge c.d. Balduzzi (cfr. Il rinnovato problema della natura della responsabilità medica) e poi nel 2017 con la Legge c.d. Gelli (cfr. Il D.D.L. Gelli e la nuova responsabilità dell'esercente la professione sanitaria), che hanno ricondotto la responsabilità di tale figura nell'alveo di quella extracontrattuale; ciò, in particolare, allo scopo di combattere e limitare il fenomeno della c.d. medicina difensiva (si veda la pubblicazione dello Studio proprio in tema di medicina difensiva in Italia);
  3. nal caso dell'Ente ospedaliero la responsabilità civile ha natura contrattuale e trae origine dal c.d. contratto atipico di spedalità: l'ospedale, quindi, risponde ai sensi degli artt. 1218 e 1228 cod. civ. sia per gli errori dei medici e degli infermieri di cui si avvale e sia delle carenze e dei difetti degli strumenti tecnici di cui dispone;

A seguito dell'entrata in vigore della Legge Gelli, poi, il procedimento per ottenere il ristoro dei danni prevede in ogni caso due passaggi: 

dopo aver formalizzato il proprio intervento alla controparte, è previsto un primo procedimento c.d. di accertamento tecnico preventivo ex art. 696 bis c.p.c. (ATP), che consente di accertare nel contraddittorio di tutte le parti (medico, ospedale e le rispettive assicurazioni) la sussistenza di crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito; il tutto, attraverso l'esperimento di una consulenza tecnica e la nomina di un medico esperto del settore, terzo ed imparziale, scelto dal Tribunale.

All'esito della consulenza, le imprese di assicurazione sono obbligate a formulare l'offerta di risarcimento, ovvero a comunicare i motivi di diniego.

Il secondo passaggio, che viene intrapreso nel caso in cui non si riuscisse a conciliare la parti dopo il procedimento l'ATP, è quello del procedimento giudiziario ordinario, con la conseguenza che la controversia verrà istruita e decisa dal Giudice.

Da ultimo, va precisato che anche i parenti del paziente, che sia deceduto o che abbia subito gravi lesioni a causa di una prestazione sanitaria negligente, imperita o imprudente, possono agire per ottenere il risarcimento del danno c.d. parentale, che tende a ristorare i danni morali e dinamico-relazionali subiti indirettamente dai prossimi congiunti di una vittima della malpractice medica.

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Pillole di latino...

Cuius commoda, eius et incommoda

A colui che ha vantaggi, spettano anche gli svantaggi

Il brocardo esprime un antico principio, tuttora applicato nel nostro ordinamento, secondo il quale il soggetto che trae vantaggi da una situazione, deve sopportare anche gli svantaggi derivanti dalla stessa. Un esempio di tale principio è la responsabilità del datore di lavoro per i danni arrecati dal fatto illecito dei propri dipendenti: il legislatore ha ritenuto giusto accollare il rischio delle attività dei dipendenti a colui che si avvale di tali attività, ritraendone i relativi benefici.

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